INTERVISTE
LADYMEN, O DELLA TRANSESSUALITA'
Intervista a ISABELLA MARCHIOLO
Alessandro Rizzo
E’ uscito da poco “Ladymen” di Isabella Marchiolo edito da Falzea, un libro di inchiesta su una dimensione umana, quella delle trans, spesso ignorato, oppure proposto dai media sotto l’ottica del pregiudizio e dell’emarginazione. Isabella Marchiolo, da noi intervistata, ha indagato sulla vita umana e l’aspetto sociale di persone che vivono questa condizione, spesso di solitudine, come dipinge la cronaca quotidiana, molte volte nera. Si cerca di abbattere un pregiudizio perché ogni pregiudizio verso l’ignoto è dettato dall’assenza totale di conoscenza.
Di cosa parli esattamente? Perché hai avvertito l'esigenza di scrivere un libro sulla condizione del transessualismo?
Il libro si propone come un’indagine non saggistica ma umana. Infatti ho raccolto testimonianze di vita di alcune transessuali di tutta Italia. L’idea del libro è arrivata dall’editore Paolo Falzea, che aveva letto una mia precedente intervista ad una trans, pubblicata dal giornale per cui lavoro. L’editore mi ha, dunque, proposto di realizzare un libro sull’argomento, parlando anche con altre transessuali. Come si evince dal titolo, l’attenzione è focalizzata sulla storia delle Mtf (male to female), ma c’è anche il racconto di vita di un Ftm ( female to male). Una peculiarità del libro, secondo me, è che l’autrice non appartiene alla comunità Glbt. Per me è stata una bellissima occasione di conoscere una umanità complessa e venire a contatto con persone meravigliose, che mi hanno raccontato aspetti drammatici delle loro vite con molta fiducia. Anche per questo non ho voluto dare uno stile secco e prettamente giornalistico al mio libro: al contrario la scrittura è quasi narrativa e io stessa mi sono messa in gioco interagendo con le testimonianze e scrivendo quello che ho provato ad ascoltare queste storie.
La scelta del titolo da che cosa è stata dettata?
Abbiamo pensato a “Ladymen” perché, pur non essendo un termine scientificamente corretto, (e, anzi, spesso usato per aspetti “mondani” della transessualità) è elegante e di immediata comprensione dell’argomento anche e, soprattutto, per i lettori non trans. Infatti il libro, come spiega anche il sottotitolo, vuole essere un modo per creare empatia e solidarietà, al di là dei sessi, tra uomini, donne e trans.
Nel libro tu delinei vite umane di persone che vogliono correggere un errore di natura, ossia essere nate in corpo maschile ma desiderare di diventare donna. Quali sono le difficoltà e le problematiche maggiori che hai rilevato?
Bisogna distinguere tra due piani, uno psicofisico e l’altro pratico e legale. Cambiare sesso implica cancellare una parte della propria vita che, per quanto sia dolorosa e si percepisca come un errore, comprende periodi come l’infanzia e l’adolescenza, le prime relazioni con gli altri e la famiglia e, soprattutto, il rapporto con il proprio corpo. Per nessuno è facile cancellare tutto questo. Le trans che ho intervistato, tra l’altro, hanno vissuto la loro maturazione identitaria in un periodo in cui l’argomento transessualità era quasi sconosciuto e demonizzato come malattia. Non esistevano associazioni di transessuali e non c’erano tutte le informazioni che, oggi, si trovano su Internet e sui Media. Per loro è stato ancora più difficile intraprendere il loro percorso. Va, però, precisata una cosa. Nella quasi totalità dei casi le persone transessuali mirano al cambio di sesso, ma esistono anche coloro che, per resistenze psicologiche o altri motivi di natura personale, non intendono operarsi. L’altro aspetto della questione riguarda i numerosi ostacoli che l’ordinamento giuridico del nostro Paese mette sulla strada di chi vuole cambiare sesso. Ostacoli economici, burocratici e di difficile inserimento sociale e lavorativo, aspetti di cui parlo diffusamente nel libro.
Secondo te da che cosa è dato il pregiudizio esistente nei confronti delle trans? Come combatterlo, arginarlo?
Il pregiudizio nasce come sempre dalla non conoscenza di tutto quello che si allontana dagli schemi ordinari. In più le trans sono penalizzate da tutta una serie di luoghi comuni e informazioni scandalistiche che le dipingono come persone perverse o degradate o, peggio, come minacce alla vita delle famiglie e delle coppie. L’unico antidoto ai pregiudizi è conoscere realmente quello che ci appare alieno e che ci fa paura.
Il libro sta avendo successo, attraverso quali canali viene proposto? Quale e come è stata la risposta avutasi dal pubblico lettore?
L’editore sta facendo un’ottima promozione del libro e, soprattutto, si sta impegnando perché possa essere presente nelle librerie di tutta Italia. Il libro è uscito durante l’estate, quindi è ancora presto per fare un esame delle vendite. I primi riscontri li stiamo avendo attraverso le e-mail dei lettori che hanno apprezzato il lavoro. I lettori trans che ci hanno contattato sono stati quasi tutti soddisfatti di come è stato trattato l’argomento e del fatto che si sia parlato di transessualità fuori dai soliti cliché scandalistici. Abbiamo ricevuto anche delle critiche, da noi accolte con attenzione perché provenienti da personaggi autorevoli della comunità Glbt, così come da altri personaggi autorevoli ci sono giunti commenti positivi. Comunque qualche dissenso era preventivato perché il tema è così vasto e le esperienze transessuali sono così eterogenee che sarebbe stato impossibile rappresentarle tutte, se non in un’opera molto più corposa e dai tempi molto più lunghi.
In un'Italia densa di cronaca volta spesso a denigrare la condizione e la figura delle trans, spesso vittima di emarginazione ed esclusione sociale, civile, è possibile e come è possibile cambiare una cultura, sottocultura, basata sul maschilismo e sulla prevaricazione transofoba, omofoba?
L’omofobia e la transfobia somigliano in modo speculare alle altre forme di inciviltà sociale, come il razzismo o la discriminazione delle donne. In tutti questi campi è innegabile che si sia compiuta una grande evoluzione in senso positivo. Il presidente degli Stati Uniti oggi è un uomo di colore e ha scelto nella sua squadra di governo anche una collaboratrice trans. Le donne oggi ottengono risultati professionali pari o migliori rispetto a quelli degli uomini. Però continuano ad avvenire stupri e aggressioni agli stranieri o agli omosessuali. Il problema è in una mentalità retrograda e basata sulla non libertà dell’individuo che, secondo me, è sempre meno forte ma che, forse, non scomparirà mai del tutto, almeno non in paesi come l’Italia dove a grandi passi sociali in avanti corrispondono zone di arretratezza (geografica, economica e culturale). Si deve, comunque, continuare a contrapporsi a questi tentativi di riportare l’umanità indietro nel tempo.
Nel libro c'è una testimonianza di un uomo che ha una relazione fisica con le trans: che cosa hai riscontrato come elemento antropologicamente interessante in questa vicenda?
L’attrazione di un uomo verso una trans rientra, nell’opinione comune, in quella che io definirei xenofobia sessuale. E’ considerata una stranezza se non una perversione. Questo spinge la maggior parte degli uomini attratti dalle trans a vivere questa loro passione di nascosto o attraverso il canale della prostituzione, cosa che la trasforma immediatamente in una pratica degradante. Si ha paura del giudizio della gente e, se qualcuno ammette pubblicamente questo interesse, lo fa per darsi arie di trasgressione. Il protagonista della storia vera che io racconto nel libro è un uomo eterosessuale che è attratto dalle donne e ha molto successo con loro. Già questo nega la banalità secondo cui chi è attratto dalle trans dovrebbe essere gay (un controsenso visto che ai gay piacciono gli uomini). La sua ricerca di un’amante trans è spinta dal desiderio di raggiungere un tipo di intimità ideale e perfetta che, dopo tante esperienze con le donne, ritiene possa dargli soltanto una persona il cui corpo ha delle caratteristiche affini alle sue, cioè maschili. Nello stesso tempo, essendo attratto fisicamente dalle donne, non potrebbe mai avere un amante uomo. Un altro aspetto della sua storia è la volontà di capire, proprio perché lui è un amante molto richiesto dalle donne, che cosa queste ultime provino stando insieme a lui. Vuole un po’ immedesimarsi fisicamente in loro. Nelle parole di questa persona ho avvertito una grande innocenza, adombrata dalla paura di non essere “normale”. Credo che si dovrebbe imparare ad accettare senza giudizi che l’attrazione fisica può seguire forme sfaccettate e misteriose.